Overblog Segui questo blog
Edit page Administration Create my blog
/ / /

scansione0001.jpg

 

Trasparenti opacità

di Mariateresa Capozza

 

Esattamente vent’anni fa in Italia soffiò una fresca brezza, generata da due leggi: la n. 142/90 sugli Enti Locali e la n. 241/90. Ad ispirarle, la stessa filosofia: trasformare il “Palazzo” da luogo di opaco potere in Casa di vetro. Il rapporto tra istituzioni e cittadini da autoritario si convertiva in paritario, le amministrazioni promettevano attenzione e cor-dialità al servizio del cittadino, si faceva strada la convinzione che i cittadini non sono sudditi e che i diritti non vanno camuffati da favori. E contro disfunzioni, abusi, carenze della pubblica ammini-strazione, venivano istituiti il Difensore Civico e l’Ufficio Relazioni con il Pubblico.

Vent’anni dopo a che punto è la “nuova” cultura am-ministrativa circa la trasparenza, l’informazione e la partecipazione dei cittadini ai processi decisionali?

Se pensiamo che è stato un gruppo di cittadini e non l’amministrazione comunale, a far conoscere ai Palesi il progetto di discarica Lombardi per rifiuti speciali, c’è da raccomandare a tutti una cittadinanza attiva sempre all’erta. E per il resto, la Casa Comune si mostra “amichevole” o è rimasta quel respingente muro di gomma che conobbi scrivendo per Gargantua?

Raccogliendo le testimonianze di chi si impegna in nome e per conto della collettività (Comitati di Quartiere, associazioni), pare che varcare la soglia di palazzo S. Domenico sia ancora oggi per molti versi un’esperienza frustrante. Al cittadino che per curare gli interessi comuni frequenta il Comune (essendo il sito web di utilità prossima allo zero), può succedere di avvertire intorno a sé un senso di fastidio, di fiutare diffidenza, finanche di patire indecorosi scatti di ira. Può succedere di vedersi avviato in veri labirinti buro-cratici, forse nella speranza che si perda d’animo e si tolga dai piedi. Può anche accadere che la sua pazienza ed educa-zione, scambiate per ottusità, siano ac-colte con malcelata sufficienza, questa sì, davvero ottusa. Può succedere che norme superate o male interpretate vengano tuttavia saccentemente brandite come clave, forse in attesa che il burocratese mieta altre vittime. E può ancora succedere che ai cittadini-sovrani che inviano comunicazioni scritte, gli amministratori-servitori (in latino minister vuol dire, appunto, “servo”) oppongano la risposta più arrogante e rozza possibile: non rispondere. E il Difensore Civico? E l’URP? Più che trasparenti, a Palo invisibili.

 

Cosa dice la legge:

 

 

L’art. 22 della legge 241/90  (modificata ed integrata della Legge 15/2005) dispone: “al fine di assicurare la trasparenza dell'attività amministrativa e di favorirne lo svolgimento imparziale è riconosciuto a chiunque vi abbia interesse diretto, concreto e attuale per la tutela di situazioni giuridicamente rilevanti il diritto di accesso ai documenti amministrativi”.

E’ considerato documento amministrativo ogni rappresentazione grafica, foto-cinematografica, elettromagnetica o di qualunque altra specie del contenuto di atti, anche interni o non relativi ad uno specifico procedimento, detenuti da una pubblica amministrazione e concernenti attività di pubblico interesse.

Gli artt. 22 e seguenti della legge 241/90 e il D.P.R. 184/2006 disciplinano il Diritto di accesso agli atti (il diritto di richiedere di prendere visione ed, eventualmente, ottenere copia dei documenti amministrativi) che si esercita nei confronti delle Amministrazioni dello stato, ivi comprese le aziende autonome, gli enti pubblici e i concessionari di pubblici servizi.

Il diritto di accesso è il potere /diritto degli interessati di richiedere, prendere visione ed eventualmente ottenere copia dei documenti amministrativi. L'accesso può essere informale e formale: il primo si

esercita mediante richiesta, anche verbale, all'ufficio dell'amministrazione competente; il secondo si esercita mediante una formale istanza, che ha valore di atto pubblico, e può essere utile per rivendicare un diritto disatteso o per controbattere l'affermazione dell'amministrazione. E' necessario che la richiesta di accesso ai documenti sia motivata e riguardi strettamente il soggetto richiedente.

La P.A. ha 30 giorni per rispondere alla domanda di accesso agli atti o  accogliendo l’istanza e fornendo l'indicazione di dove poter trovare la pubblicazione delle notizie richieste, esibendo il/i documento/i richiesti, rilasciando copia integrale o estratti significativi, oppure rigettando la richiesta dandone motivazione formale o negando temporaneamente l’accesso agli atti per fatti attinenti alla sicurezza, all’attività amministrativa in corso o al diritto di riserbo di terzi. Il diritto di accesso è escluso per i documenti coperti da segreto di Stato. In caso di rigetto della domanda, il richiedente, può presentare ricorso nel termine di 30 giorni al TAR o al Difensore Civico competente per territorio. Si sottolinea, infine, che l’art. 3 bis della legge 241/90 afferma che per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni pubbliche incentivano l'uso della telematica, nei rapporti interni, tra le diverse amministrazioni e tra queste e i privati.

 

 

 

Intervista al dott. Antonio Schinaia – Dirigente responsabile dell’ufficio Affari Generali

di Luigi Ancona

 

D. L’attuale Amministrazione ha fatto della trasparenza un cavallo di battaglia in campagna elettorale, cosa è stato fatto finora?             

R. Oltre a quanto previsto dalla norma con le pubblicazioni all’albo pretorio, dal 2008/2009 si sta tentando di attrezzare il sito Web, dove sono stati pubblicati solo alcuni bandi ed alcune gare. Dagli inizi del 2010 si sta tentando di immettere anche le deliberazioni ma poiché la gestione di tale attività richiede personale, con quello attualmente disponibile (siamo oramai ridotti all’osso) risulta molto difficile. Se a questo poi aggiungiamo le tante richieste da evadere con la produzione di fotocopie degli atti con aggravio di costi e risorse da dedicare.

 

D. Sul sito Web è previsto un archivio degli atti già prodotti?

R. Assolutamente no, i costi e le difficoltà tecniche ce lo impediscono.

D. E’ stata ipotizzata qualche forma di esternalizzazione?

R. No, anche perchè il formato degli atti è difficilmente scansionabile.

 

D. Ma di tutti gli atti attualmente non esiste un formato elettronico?

R. Non siamo ancora nel formato PDF ma in Word, però quest’anno ho richiesto uno stanziamento a bilancio per la digitalizzazione degli atti.          

NDR: si segnala l’esistenza di un software freeware (gratuito) che trasforma il formato Word in formato PDF/A che è il formato certificato oggi richiesto per la pubblica amministrazione.

 

D. Al momento non è quindi prevedibile alcuna forma di trasmissione informatica degli atti?

R. No, tranne che, venendo nel mio ufficio con una pennetta, trasformo i miei atti in PDF e li posso trasferire, ma a puro titolo di cortesia in quanto non esiste un formato ufficiale.

 

D. E’ ipotizzabile una destinazione di somme nel bilancio di previsione per il miglioramento del servizio? 

R. Da destinare non lo so, ma posso confermare la mia richiesta. L’amministrazione poi in fase di elaborazione del bilancio dovrà poi decidere se questo riveste un carattere prioritario rispetto ad altri lavori.         

 

D. Una scelta politica indipendente dalla scelta manageriale quindi?

R. Si, non criticabile perché la politica deve fare delle scelte.

 

D. Un cittadino quindi, se intende richiedere l’accesso agli atti, a questo punto l’am-ministrazione come risponde?

R. Se alla base c’è una adeguata motivazione, la richiesta è evasa in tempo reale, anche in giornata stessa, salvo il riconoscimento dei costi di produzione previsti dal regolamento.

 

D. A questo punto le sottopongo un atto concreto, Le richieste della nostra associazione con protocollo del 15/12/2009 sono attualmente inevase, come mai? (sottoposta all’intervistato la fotocopia della richiesta con il timbro del pro-tocollo)

R. Sbagli io ho consegnato tutto…

 

D. forse confonde con altre richieste, queste sono anche relative alle copie dei verbali degli ultimi consigli comunali.

R. Probabilmente non sono state consegnate a me… Mi sembra di aver dato tutto.

 

D. Assolutamente no!

R. Ho sempre detto di evitare di portare in giro le richieste ma di consegnarle personalmente nel mio ufficio, poiché sono la parte terminale del processo di consegna, probabilmente la richiesta in questione non mi è mai pervenuta e può essersi fermata su qualche altra scrivania. Se qualcosa è successo non esiste da parte mia alcun motivo di dolo o forma restrittiva dell’informazione.

 

D. Possiamo quindi concludere che formalizzando le richieste presso il suo ufficio le stesse saranno evase nei tempi e nei modi previsti dalle norme?

R. Assolutamente si, l’importante è motivare la richiesta.

Hanno detto:

 

Dal programma elettorale del sindaco dott. L. Viola:  

 

L’ufficio relazioni con il Pubblico e Sportello Unico per le imprese

“Occorre inoltre dare piena attuazione alle norme sulla semplificazione e sulla trasparenza degli atti amministrativi, migliorando le azioni di comunicazione rivolte ai singoli cittadini anche attraverso il ruolo strategico dell’URP, un servizio ancora da costruire nella nostra realtà. Sarà compito dell’URP attivare la partecipazione democratica dei cittadini alla vita politica ed amministrativa attraverso la costituzione dei comitati permanenti di partecipazione democratica, l’istituzione di un bollettino informativo degli atti amministrativi, il puntuale aggiornamento del sito del Comune. Un altro servizio da attivare è lo Sportello Unico per le imprese finalizzato allo snellimento delle procedure burocratiche degli operatori.”

 

 

Condividi pagina

Repost 0
Published by

Presentazione

L’Associazione LIBERAGGIUNTA è un'associazione di volontari, apartitica, che opera esclusivamente per fini di solidarietà. LIBERAGGIUNTA è la naturale conseguenza dell’esperienza nata con la Consulta Interparrochiale per le Attività Socio-Politiche di Palo del Colle e con la stessa interagisce nell’organizzare attività formative, come la Scuola di Formazione all’impegno politico.

L'associazione pone al centro della propria vita associativa la formazione e l’animazione allo spirito cristiano delle realtà familiari, ecclesiali e sociali in cui si è inseriti e lo scopo per cui si costituisce è l'evangelizzazione, attraverso la testimonianza di ciascuno negli ambiti dell'impegno sociale, in particolare si propone di dar vita a momenti di formazione e di osservazione dei fenomeni, sia con l’organizzazione di incontri, l’istituzione di un osservatorio della legalità, la redazione di notiziari utili a promuovere le attività della comunità, sia la  realizzazione di un luogo di scambio per le opinioni sulle problematiche sociali, maggiormente avvertite dalla collettività cittadina. Il nostro luogo di osservazione è il territorio in cui prevalentemente operiamo, teniamo a cuore la nostra cittadina ed è per la nostra Palo che intendiamo spendere le nostre energie, utilizzando la significativa voce del notiziario per  analizzare e proporre alternative  alle problematiche che lo affliggono attraverso quella visione di carità cristiana che è fondamento  del nostro operare.

Con LIBERAGGIUNTA NEWS  non intendiamo realizzare un mezzo contro qualcosa o qualcuno, uno strumento di mera denuncia,  ma desideriamo fornire a tutta la comunità uno luogo espressivo, dove ognuno è libero di metter a disposizione di tutti le proprie esperienze, le proprie opinioni, senza steccati o barriere, sostenendo suggerimenti per il bene comune.

Link

Cercasi un Fine: www.cercasiunfine.it
CSV San Nicola: www.csvbari.com
Palesi.it: www.palesi.it

Archivio Liberaggiunta News

Editore

Associazione Liberaggiunta

Via XX Settembre, 2

70027 Palo del Colle (BA)

e-mail: liberaggiunta@libero.it
Registrato presso il Tribunale di Bari, n. 4320/2009