Overblog Segui questo blog
Edit post Administration Create my blog
30 novembre 2010 2 30 /11 /novembre /2010 09:26

 

img031.jpg

 

Intervista all’ex-sindaco Porzia Mugnolo

di Annalisa Bux

 

Quali punti della agenda politica del sindaco precedente furono lasciate al suo quinquennio?

 

Molti non li ricordo, ma ne dico due punti per tutti, il Piano Regolatore e la piscina comunale.

 

Quali sono state le cause dell’epoca dell’impossibilità di attuare i punti della sua agenda politica?

 

Per il Piano Regolatore una causa fu l’entrata in vigore della nuova normativa del 20 luglio 2001 e i lavori per il Piano lasciato in eredità dal Sindaco Schinaia non poté essere attuato.

Allora ricominciammo l’iter per il Piano Regolatore con un allungamento dei tempi tecnici. L’Amministrazione cadde e il progetto per redigere il Piano fu da noi affidato ad un architetto vincitore di gara; l’Iter fu portato avanti dal commissario che adottò il Piano con atto monocratico e, dal mio punto di vista si assunse una grande responsabilità.

Le cause dell’impossibilità d’attuazione sono spesso date dalle lungaggini burocratiche e dai problemi politici: nell’attuazione dei progetti spesso le ditte appaltatrici fanno varianti in corso d’opera, le cui varianti devono poi essere approvate e la concreta attuazione dei progetti rallentata.

 

Quali i punti che la sua giunta ha lasciato in eredità al quinquennio “Viola”?

 

Ancora il problema della piscina comunale, il rifacimento del manto stradale delle vie del paese, la riqualificazione del centro storico, la riqualificazione di alcuni spazi verdi, il completamento delle infrastrutture della zona artigianale e la palestra della scuola Davanzati, e naturalmente il Piano Regolatore poi approvato dall’Amministrazione Viola.

 

Trova che il quinquennio “Viola” abbia dato risposta ai problemi che non furono risolti?

 

Non ha dato risposta a tutti i problemi irrisolti.

 

Immobilità e urgenza di crescita di un paese: qual è per lei oggi la cura possibile?

 

Quando sono stata candidata non ero iscritta ad alcun partito ma, con una espressione che a me non piace, oggi molto usata, facevo parte della cosiddetta “società civile”. Ero un volto nuovo nella politica locale. Ma ero sola. Ritengo che oggi come oggi i partiti non formino più la classe politica, perciò anche i giovani, non trovano nei partiti quella scuola di pensiero che forma e arricchisce le coscienze. Penso che dovrebbero scendere in campo numerose, molto numerose forze nuove, capaci di dare nuova linfa ed idee serie ed innovative alla politica, sia locale che nazionale. Quando vengono formate le liste elettorali, i partiti non sempre guardano alla qualità e alla provenienza, ma badano alla quantità di voti che i candidati possono portare: questo determina un continuo ricatto da parte di chi ha portato voti e paradossalmente accade che il consigliere eletto possa decidere di non seguire la linea di partito che l’ha designato.

 

Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno

di Luigi Ancona

 

Nella piazza principale del ridente villaggio di Acquamorta,  arroccato su uno splendido colle, all’ombra del lungo campanile, circondato da tutti i suoi abitanti, Bertoldo capo della fazione degli Abeatus, appena nominato prepositus, dopo aver battuto ai suffragi Frà Cipolla capo della fazione dei Permutantis  declama “Cari amici mieigrazie al vostro voto mi è stato dato l’onore di guidarvi nei prossimi 5 anni per far funzionare meglio le 7.000 pertiche di terra fanga del nostro territorio. Per questo è mia seria intenzione, mettere in pratica il programma che insieme abbiamo condiviso, migliorare i tratturi, pavimentare i sentieri e le strade, far crescere le nostre botteghe, realizzare teatri, tornei e tenzoni, parchi per i nostri figli, dare lavoro a tutti, aiutare i più bisognosi e quant’altro, che poi è tanto, ci chiede il nostro popolo, ma ancor più risolleverò le sorti del villaggio in trasparenza, generosità ascoltando tutti. Per questo chiedo a tutti i clan che mi hanno sostenuto, in ordine di importanza, di fornirmi validi aiutanti perché insieme si possa realizzare questo sogno.”

Bertoldo, animato di tante belle speranze inizia la sua avventura, riunioni, adunanze, pubbliche sedute, ma senza che passi molto tempo, tutti i collaboratori nominati per il lavoro comune cominciano a litigare tra loro mentre i Permutantis, da sempre avversari di Bertoldo son-necchiano e aspettano. Mentre si con-tinua a liti-gare e a nulla fare, ci si ricor-da che c’è la necessità di dover costru-ire nuove case e nuove stra-de, il villaggio deve ingran-dirsi, avere nuove piazze, nuovi posti per le botteghe, uno sviluppo insomma, ma si impone un quesito: da chi comprare i terreni e dove? In quale punto del villaggio? “Nel mio orto si possono realizzare 5 capanni” urla Ruperzio mentre addenta un succulento cosciotto di agnello, “Perché non nel mio podere dove i capanni possono essere 9?” controbatte Rosso Malpelo ingollando una intera pinta di birra, “e allora nel mio appezzamento, si possono fare più di 1000 baracche” sbraita Alboino interrompendosi mentre un singulto da rutto gli sale in gola. “Ma il nostro villaggio ha bisogno di solo 15 case come facciamo?”grida Bertoldo, anch’egli alle prese con un fiasco di vino rosso “mettiamoci d’accordo orco d’un can”. Le assemblee sono convulse e animate, volano paroloni e sproloqui ma alla fine dopo aver pagato alla romana la cena della serata, intorno al tavolo, tutti trovano un mezzo accordo: le capanne si faranno, saranno 100. “A questo dobbiamo sottoporlo ai voti di tutti i consigliori, lo richiede la legge” suggerisce Bertodino, capo delle  adunanze consiliari.

La seduta per la votazione è agitata e qualcuno abbandona, chi corre a casa perché la moglie lo aspetta con un randello e non  può far tardi, chi ha un appuntamento galante con una dama appena arrivata in città, chi non è d’accordo, chi non può votare perché è in conflictus con la decisione. Serpeggia la paura che manchino i numeri per una valida votazione, nella preoccupazione generale interviene Frà Cipolla, capo dei palafrenieri Permutantis, ”non temete voterò anch’io con voi”. Lo stupore è generale, come mai frà Cipolla aiuta Bertoldo ci si chiede in tutto il villaggio. Passano i giorni, i mesi, gli anni ma si continua a liti-gare, mentre il villaggio è at-tanagliato da sempre mag-giori problemi, i giovani fug-gono, i taglia-borse s’impa-droniscono della situa-zione ed il malumore di-laga. Magister Medicorum, che sino ad allora è stato incrollabile sostenitore di Bertoldo, abbandona la combriccola, lasciando anche da pagare il conto della taverna usata la sera prima. Cacasenno sbatte la porta e va via, suggerendo a Bertoldo di tra-sferirsi ad un piccolo sobborgo di montagna mentre ,si azzuffa con Frà Cipolla. Nel villaggio intan-to nulla cambia e nel frattempo una grande ca-restia stà mi-nacciando il reame. Bertoldo, non avendo più compagni con se, non ne può più sbatte i pugni e minaccia di andar via. “questa cosa non s’ha da fare” interviene Frà Cipolla, “se non riesci a governare con i tuoi consiglieri, ti fornirò i miei e insieme risolleveremo le sorti del villaggio”. Nello stupore generale avviene quello che mai si poteva immaginare, ovvero Bertoldo e Frà Cipolla insieme per il bene del paese, una novità sconosciuta in tutto il reame, speriamo bene. Vengono mandati via cooperatori e nominati altri ma non succede nulla, il villaggio sonnecchia e di quanto programmato poco e nulla si fa.

Bertoldo, non ne può più, mancano pochi mesi alla fine dell’incarico e decide di abbandonare, Frà Cipolla sbatte la porta e incomprensibilmente lo abbandona, “ma come, e le sorti del paese?” gridano tutti, a questo punto avviene l’impensabile, quello che mai nessuno avrebbe mai potuto immaginare, inebriato dalla pozione magica di Panoramix, Cacasseno illuminato decide, “basta litigare, facciamo pace, stavolta ti aiuto io”.

Bertoldo come suggerito da Cacasenno nomina nuovi aiutanti, forse un poco inesperti ma giovani, vigorosi e sconosciuti e gli consegna le sorti del villaggio, “volesse il cielo che in 7 mesi si compia il miracolo”, pensa, ma il villaggio non crede più.

Sono passati 5 anni ed è arrivato il momento di lasciare ma a Bertoldo rimane un ultimo atto , redigere un testamento per i prossimi governanti, chiama Notar Marcolfo, fattolo accomodare sulla panca buona, dopo aver servito un paio di bicchieri di buon rosolio, comincia a dettare: “Caro successore tu che sarai mio unico erede, appena sarai nominato a capo di questo villaggio bisogna darsi da fare,  pertanto ti lascio tanti impegni ma soprattutto ti segnalo che le strade sono ancora da sistemare, bisogna far qualcosa per i disoccupati che sono in aumento, aiutare i miseri che sono sempre più miseri, far qualcosa per le botteghe stanno che stanno scomparendo, incentivare la realizzazione di capanni per contenere ed aiutare i emarginati ed aggregare i villani,  bisogna investire per il futuro dei nostri figli, dando loro una speranza….” stizzito a questo punto lo interrompe Notar Marcolfo “ Ma Bertoldo non è tutto quello che avevi già scritto nel programma di 5 anni fa? Mi chiedo, colui che ti succederà saprà fare tutte queste cose? Anch’esso si presenterà con un bel programma, favole da raccontare ma accompagnato da rissosi aiutanti e palafrenieri mentre il villaggio muore?”

 

Condividi post

Repost 0
Published by Associazione Liberaggiunta
scrivi un commento

commenti

Presentazione

L’Associazione LIBERAGGIUNTA è un'associazione di volontari, apartitica, che opera esclusivamente per fini di solidarietà. LIBERAGGIUNTA è la naturale conseguenza dell’esperienza nata con la Consulta Interparrochiale per le Attività Socio-Politiche di Palo del Colle e con la stessa interagisce nell’organizzare attività formative, come la Scuola di Formazione all’impegno politico.

L'associazione pone al centro della propria vita associativa la formazione e l’animazione allo spirito cristiano delle realtà familiari, ecclesiali e sociali in cui si è inseriti e lo scopo per cui si costituisce è l'evangelizzazione, attraverso la testimonianza di ciascuno negli ambiti dell'impegno sociale, in particolare si propone di dar vita a momenti di formazione e di osservazione dei fenomeni, sia con l’organizzazione di incontri, l’istituzione di un osservatorio della legalità, la redazione di notiziari utili a promuovere le attività della comunità, sia la  realizzazione di un luogo di scambio per le opinioni sulle problematiche sociali, maggiormente avvertite dalla collettività cittadina. Il nostro luogo di osservazione è il territorio in cui prevalentemente operiamo, teniamo a cuore la nostra cittadina ed è per la nostra Palo che intendiamo spendere le nostre energie, utilizzando la significativa voce del notiziario per  analizzare e proporre alternative  alle problematiche che lo affliggono attraverso quella visione di carità cristiana che è fondamento  del nostro operare.

Con LIBERAGGIUNTA NEWS  non intendiamo realizzare un mezzo contro qualcosa o qualcuno, uno strumento di mera denuncia,  ma desideriamo fornire a tutta la comunità uno luogo espressivo, dove ognuno è libero di metter a disposizione di tutti le proprie esperienze, le proprie opinioni, senza steccati o barriere, sostenendo suggerimenti per il bene comune.

Link

Cercasi un Fine: www.cercasiunfine.it
CSV San Nicola: www.csvbari.com
Palesi.it: www.palesi.it

Archivio Liberaggiunta News

Editore

Associazione Liberaggiunta

Via XX Settembre, 2

70027 Palo del Colle (BA)

e-mail: liberaggiunta@libero.it
Registrato presso il Tribunale di Bari, n. 4320/2009